La crudele realtà
La crudele realtà è che ormai può accadere a chiunque di morire senza nessun motivo.
La morte sa essere insensata: anche la vita a volte lo è. In una provincia remota ormai disabitata da ogni cultura accade infatti che chi ha una preparazione fisica adatta a fare il buttafuori e a sedare risse sia talmente ottuso da divertirsi a provocarle, mentre chi ha il solo torto di svagarsi dopo il lavoro viene ucciso proprio perché cerca di pacificarle. A Colleferro, presso uno dei pochi bar praticabili della zona, la lite può iniziare per iniziativa di quella che da tempo è nota come la banda di Artena, a quanto pare a causa di un mipiace messo su fb ad una ragazza, o roba del genere; Willy Monteiro Duarte, un ragazzo poco più che ventenne e di poco più giovane dei suoi assassini, aiuto cuoco e aspirante calciatore, di origini capoverdiane e da sempre residente a Paliano, apprezzato da molti per la sua cordialità, muore per le botte ricevute mentre già è a terra e non può più respirare. A due passi dalla caserma.
La rissa quindi continua, nel fagocitante mondo parallelo del social, con migliaia di commenti che prendono come oggetto soprattutto il capobranco Gabriele Bianchi, la cui ostentata coattaggine rappresenta già di per sé un’offesa a quanto resta dell’umanità, ed è certo che, nonostante la sua greve e pretenziosa autorappresentazione, non verrà affatto benedetto dalle innumerevoli maledizioni ricevute. In quattro sono tradotti a Rebibbia, un altro che faceva da autista resta solo indagato, ormai tutti pronti a litigare tra loro. Dopo anni di omertà paesana, la condanna collettiva scoppia unanime su scala nazionale e per una volta la gara dell’indignazione trova fondate ragioni; eppure, chi cerca di riportare attenzione alle responsabilità collettive, come il vescovo di Velletri, viene attaccato a sua volta, facendo comprendere come la cultura dominante sia ormai quella di sfogarsi per ratificare con fierezza la propria impotenza. A poco serve il cordoglio di autorità che hanno colpevolmente permesso che tale territorio, come tanti altri, si svuotasse di reali opportunità.
Le promesse del miracolo industriale sono ormai implose, la storia che abitò queste contrade è fuggita da un pezzo ed è inutile riciclarla soltanto per rendere presentabili le amministrazioni, e non è questo il luogo in cui parlarne: piuttosto, quanto va ricordato è che serve una politica che comprenda il proprio compito educativo e crei definitivamente le condizioni di una rinnovata vita civile, ma forse non ha molto senso dire ciò di questi tempi.
E non ha sicuramente senso alcuno invocare con arcaico paternalismo il ritorno all’agricoltura per plebi poco scolarizzate nonché rinnovare il solenne pippone sull’importanza dei valori della famiglia: l’ineffabile capobranco era stato recentemente elogiato dall’informazione proprio per aver aperto a Cori un negozio di frutta e verdura dal solarissimo nome I Profumi dell’Orto, e inoltre, non contento di inneggiare ossessivamente e violentemente alla famiglia nel profilo e nei tatuaggi, risulta pure essere prossimo, assieme ad una ragazza già candidata alle regionali per Forza Italia, a diventare padre. Ha invece sicuramente un ruolo, come peraltro ricordano con disprezzo proprio i familiari degli assassini, la marea montante di razzismo e il sempre fiorente culto della brutalità, argomenti molto graditi anche ad alcuni dei politici più trendy, ma la crudele realtà è che ormai può accadere a chiunque di morire senza nessun motivo.
La massa di insensatezza che infesta il pianeta cerca di esorcizzare il demone della distruzione a cui è votata e le sue vittime non finiscono qui. Nello stesso momento, nello poco lontana e apparentemente più civile Frascati, i giovani fanno a botte per le strade perché a quanto pare il noioso permissivismo perbenista dominante non offre niente di meglio da fare; a Manchester, in un’Inghilterra alla deriva, le coltellate colpiscono casualmente i frequentatori di un centro commerciale. E da tempo in molti luoghi si muore inesorabilmente, anche se apparentemente si sembra vivi.